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LA PROSTATA NELLA STORIA

FONTE: i testi di questa sezione sono liberamente tratti da: A. Venturini "La prostata, una storia" Edizioni Medi e da urologiadolo.it ®

La storia dell'Urologia è piena di personaggi illustri la cui vita è stata caratterizzata da problemi urinari che talvolta ne hanno pesantemente condizionato l'esistenza. Non vogliamo certamente violare la privacy di nessuno (di questi tempi è meglio precisarlo...!)raccontando la storia meno nota di alcuni uomini famosi (da Michelangelo a Voltaire, da Carlo V° a Napoleone III° sino a Charles De Gaulle) le cui prostate, in qualche caso, condizionarono anche gli eventi politici della loro epoca.

 
Michelangelo Buonarroti
Michelangelo, il grande artista del 1500 autore degli affreschi della Cappella Sistina, soffriva di ritenzione urinaria, probabilmente dovuta ad ipertrofia prostatica, e di calcolosi vescicale. Era un assiduo frequentatore delle terme di S. Bernardo alle cui acque attribuiva virtù terapeutiche. Michelangelo fu costretto a sottoporsi per molti anni a ripetute dilatazioni uretrali. Terminò la sua vita tra le sofferenze, solo in parte mitigate dall'uso dell'oppio.

Carlo V d'Asburgo
Sul suo Impero "non tramontava mai il sole", ma questo non bastò a rendere più sopportabili le sofferenze che la prostata donò a Carlo V°. Il suo medico personale, il dottor Felipe, ideò per il suo Imperatore una terapia particolare: mediante una sonda uretrale introduceva nell'uretra prostatica una "candeletta" contenente una sostanza corrosiva a base di calce viva, albume d'uovo e bava di lumaca, che doveva essere tenuta in sede per una settimana. L'azione corrosiva della calce viva avrebbe dovuto in qualche modo "macerare" la prostata. Per anni Carlo V° si sottopose a questa terapia, che ebbe grande fortuna in tutta Europa. Tra i motivi che lo spinsero ad abdicare nel 1556 pare vi fosse anche lo stato di sofferenza cronica a cui ormai l'Imperatore era giunto.
 
Voltaire
Il grande illuminista francese del 1700 era tormentato dai disturbi provocati dall'ipertrofia prostatica. Per sedare i dolori della ritenzione urinaria, nei suoi ultimi anni Voltaire abusò largamente dell'oppio che fu probabilmente responsabile di molti dei bizzarri comportamenti per cui era famoso. Quando morì venne sottoposto ad autopsia che dimostrò la presenza di una voluminosa ipertrofia prostatica con vescica da sforzo.
 
Napoleone III°

Sicuramente la prostata di Napoleone III° ebbe conseguenze tragiche per la Francia nel 1870. Almeno dal 1853 l'Imperatore di Francia soffriva di disturbi urinari dovuti ad una calcolosi vescicale secondaria all'ipertrofia prostatica. Napoleone III° rifiutava di operarsi, anche perchè un suo carissimo amico era morto durante un intervento di litotomia vescicale eseguito dal famoso urologo Nelaton. Già nel 1860 l'imperatore era molto sofferente e incominciava a presentare i segni di un'ingravescente insufficienza renale. ll 2 settembre 1870 è il giorno della battaglia di Sedan contro i Prussiani. Napoleone III° è stravolto dall'oppio; sotto i pantaloni porta degli asciugamani arrotolati per mascherare la sua incontinenza; da qualche tempo deve cateterizzarsi due volte al giorno. Le sue condizioni gli impediscono di guidare con la necessaria lucidità ed energia la battaglia. Tra atroci sofferenze andrà personalmente ad arrendersi al Comando Prussiano: è costretto a far fermare ripetutamente la carrozza che lo trasporta, per cercare di urinare. Viene condotto in esilio in Inghilterra dove il 2 gennaio 1873 acconsente a sottoporsi all'estrazione dei calcoli vescicali. L'intervento viene eseguito dal famoso chirurgo Thompson (al quale si deve tra l'altro l'introduzione nella pratica clinica dell'esplorazione rettale per la prostata) che estrae dall'augusta vescica alcuni frammenti di calcoli.

Le condizioni del paziente però peggiorano e il 10 gennaio Napoleone III° muore. L'autopsia evidenziò dei reni sofferenti per le ripetute infezioni e un calcolo di 20 grammi in vescica.

Charles De Gaulle
Nel 1964 il generale Charles De Gaulle, già Comandante delle truppe francesi di liberazione durante la seconda guerra mondiale, era Presidente della Repubblica in Francia. Da molti anni soffriva di disturbi prostatici, tanto che il suo urologo Prof. Albouker più volte gli aveva proposto l'intervento chirurgico. Nell'immediata vigilia di un viaggio diplomatico in Messico, De Gaulle ebbe un episodio di ritenzione urinaria. Albouker gli consigliò il ricovero e l'intervento, ma il viaggio non poteva essere rimandato. L'urologo propose allora al Presidente l'uso di un catetere vescicale di Foley (dal nome dell'urologo americano ideatore di questo particolare tipo di catetere autostatico) da tenere a dimora per la durata del viaggio. De Gaulle era famoso per il suo sfrenato nazionalismo e per il suo viscerale antiamericanismo.Quando seppe che il catetere di Foley era stato ideato da uno statunitense, rifiutò sdegnosamente il rimedio proposto. Albouker dovette personalmente assicurare al Presidente che il catetere in questione era stato fabbricato in Francia. De Gaulle accettò il catetere vescicale a condizione che rimanesse un "segreto di Stato". Al suo ritorno dal Messico, il 17 aprile 1964, venne operato di adenomectomia prostatica retropubica. La cronaca di questo episodio venne resa nota solo alcuni anni dopo la sua morte avvenuta nel 1970.


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