Seguici su
Segui MedicinaCOPPIA su Twitter
ALL'INTERNO DEL SITO

QUELLO CHE PER MOLTI È IL DOMANI, OGGI TECNOMED LO SVOLGE QUOTIDIANAMENTE

Home Page - Approfondimenti - QUANDO LO SPERMATOZOO È STRESSATO

QUANDO LO SPERMATOZOO È STRESSATO

A cura di LAMBERTO COPPOLA, LUIGI CAPUTO, GIOVANNI ANDREA COPPOLA, DANIELA MONTAGNA, SARA PINTO PROVENZANO

Centro Medico Biologico TECNOMED, Nardò (Lecce) – Università del Salento – Casa si Cura Fabia Mater, Roma




I Radicali Liberi fanno parte di due grandi famiglie di specie ossidanti: ROS (Reacting Oxygen Species, specie reattive dell'ossigeno) e RNS (Reacting Nitrogen Species, specie reattive dell'azoto). L’associazione tra l’eccessiva produzione di queste sostanze e l’inefficienza della Barriera Antiossidante è causa di Stress Ossidativo, una condizione che insorge a livello cellulare e che può estendersi a tessuti, organi e, nei casi più gravi, colpire l’organismo a vari livelli.



Il meccanismo è noto: i radicali liberi vengono costantemente prodotti durante il normale metabolismo cellulare ed una certa quantità risulta fondamentale per l’espletamento di alcune funzioni. Il mantenimento di livelli normali di queste sostanze è reso possibile dalla Barriera Antiossidante, la cui integrità ed efficienza devono essere sempre assicurate poiché i Radicali hanno la caratteristica di moltiplicarsi rapidamente e di innescare un meccanismo a catena che si autoalimenta, amplificando a dismisura gli effetti deleteri sull’organismo.
 

Sono numerosi i fattori esterni e le condizioni cliniche che possono contribuire a far incrementare la produzione fisiologica di radicali liberi allargandone, quindi, lo spettro d’azione: inquinamento ambientale (radiazioni ionizzanti, raggi UV, inquinamento atmosferico), stati fisiologici (gravidanza, sforzo fisico eccessivo), stati patologici (traumi, infiammazioni, infezioni, vasculopatie, neoplasie, ischemie, infarto), stili di vita (sedentarietà, tabagismo, uso di droghe, diete ipercaloriche e/o iperlipidemiche, abuso d’alcool),  fattori iatrogeni (terapie farmacologiche, radio e chemioterapie, raggi X) , fattori psicologici (stress psicoemotivo).

 

STRESS OSSIDATIVI E FERTILITÀ MASCHILE

Meno conosciuta è l’influenza negativa che i Radicali Liberi possono esercitare sulla capacità fecondante di una coppia nel cui partner maschile si genera una  condizione di stress ossidativo. Se da un lato una certa quota di radicali liberi prodotta dagli stessi spermatozoi è importante per il loro processo di maturazione e per la fecondazione, da un altro punto di vista bisogna tener presente che lo spermatozoo è una cellula priva di quei meccanismi difensivi che caratterizzano le altre specie cellulari e quindi maggiormente suscettibile alle alterazioni causate  dagli effetti negativi  di queste reazioni ossidative.

I radicali in eccesso, molti dei quali prodotti dai leucociti presenti nel plasma seminale o dagli spermatozoi immaturi rilasciati precocemente dai tubuli seminiferi, stressano i gameti maschili alterandone, in alcuni casi, le caratteristiche morfologiche (struttura della testa o della coda), ma soprattutto influenzando negativamente l’espressione e la stabilità dell’anima dello spermatozoo: il codice genetico. Dal punto di vista pratico, quindi, lo stress ossidativo che colpisce i gameti maschili è una condizione in grado di alterare sia la motilità e la morfologia della cellula, sia la stabilità del DNA. Tutto questo si traduce in una ridotta capacità fecondante dell’uomo, in aborti precoci o, in alcuni casi, in mutazioni genetiche dell’embrione. Le situazioni in grado di indurre una condizione di stress ossidativo seminale sono molto più frequenti di quanto si possa immaginare (fig.1). Patologie a carico dell’apparato riproduttivo (varicocele, prostatiti, epididimiti, vesciculiti), particolari stili di vita (fumo, alcool, droghe), inquinamento ambientale ed alimentare (radiazioni, smog, gas industriali, dieta sbilanciata ricca di grassi), rappresentano le principali fonti di stress per gli spermatozoi. Da tutto ciò si evince quanto sia importante monitorare il livello di radicali nel liquido seminale.

In attesa di mettere a punto una metodica che ne consenta la determinazione in maniera diretta, oggi è possibile una valutazione indiretta dell’effetto che queste specie in eccesso possono avere sugli spermatozoi.

Visto che “l’apparenza inganna” e “l’abito non fa il monaco”, è utile sottolineare che dinanzi ad una sterilità di coppia di natura inspiegata, l’esecuzione di un semplice spermiogramma in grado di valutare solo l’aspetto esteriore dei gameti, spesso non basta per inquadrare correttamente la causa andrologica di un’infertilità di coppia. Oggi un moderno laboratorio andrologico deve essere attrezzato per eseguire indagini seminali che siano in grado di valutare anche lo stato di salute e l’intima struttura degli spermatozoi, soprattutto quando l’osservazione microscopica dei gameti crea al medico l’illusione di una situazione seminale apparentemente accettabile.

 

LA MEDICINA AL SERVIZIO DELLA COPPIA

Lo spermatozoo è uno dei due protagonisti coinvolti nella formazione di una nuova vita, ma lo stress ossidativo del liquido seminale non danneggia solo il maschio. Lo stress emotivo derivante da un mancato concepimento investirà inevitabilmente entrambi i partner amplificando le condizioni di stress biologico. Curare la patologia andrologica in una coppia infertile, quindi, significa curare contemporaneamente la coppia,  gettando le basi per la nascita di una nuova e desiderata vita.

 

COME CURARE LO SPERMATOZOO STRESSATO

Non è il caso di disperare quando si ha una diagnosi di spermatozoo stressato. Esistono infatti terapie mirate al problema che risultano molto spesso efficaci.

In letteratura vi sono numerose evidenze che riportano il miglioramento dei parametri seminali in seguito a terapie basate sulla somministrazione di sostanze antiossidanti, le quali sembrano avere effetti più che positivi, non solo sulla qualità del liquido seminale, intesa come motilità e morfologia degli spermatozoi, ma anche sulla integrità del DNA.

Fra gli antiossidanti che hanno dato buoni risultati ricordiamo il Glutatione, la Vitamina E (a-tocoferolo), la Vitamina C, il Licopene, il ß-carotene, l’Astaxantina ma anche oligoelementi come lo Zinco, spesso associati in specifiche formulazioni farmaceutiche, sotto forma di integratori alimentari.

Oltre alla natura dell’antiossidante assunto, di particolare importanza sembra essere la durata della terapia. Rcenti studi hanno osservato che il tempo minimo affinché si possano osservare miglioramenti, soprattutto a livello del codice genetico, sia di 6 mesi.

 

Occhio alla medicina “fai da te”!

È fondamentale affidarsi ad un medico realmente preparato sull’argomento per non rischiare di essere vittime di quel frequente luogo comune che recita “tanto si tratta di prodotti naturali, che male possono fare?”. In realtà l’assunzione in eccesso di alcune di queste sostanze potrebbe svelarne il loro lato oscuro, ovvero la capacità di comportarsi paradossalmente come agenti pro-ossidanti, ottenendo, così, risultati opposti.

È molto importante che sia l’Andrologo a decidere la giusta miscela di sostanze antiossidanti, il dosaggio e  la durata del trattamento. Inoltre, durante la terapia, sarebbe opportuno monitorare il livello degli agenti antiossidanti nel plasma seminale, in modo da accertarsi che le sostanze somministrate raggiungano le vie seminali svolgendo correttamente il loro ruolo.  

 

PREVENZIONE e TERAPIA: ANCHE A TAVOLA

Molte delle cause eziologiche dello stress dei gameti maschili derivano da errati stili di vita e sarebbe più semplice cercare di evitarli piuttosto che ricorrere ai ripari. L’alimentazione gioca un ruolo predominante non solo nell’ambito della prevenzione, ma anche in quello della terapia. Vale la pena sottolineare il ruolo essenziale della nostra dieta mediterranea, uno stile che tutto il mondo ci invidia e che ci consente di combattere lo stress ossidativo ricorrendo semplicemente ai piaceri della tavola.

I colori accesi dei frutti della nostra terra sono una vera e propria terapia preventiva: nel rosso dei pomodori si nasconde un’importante fonte di Licopene; nell’arancione dei mandarini, delle arance e dei pompelmi si cela un’ottima fonte di vitamina C; nelle carote abbonda il ß-carotene; il giallo-oro dell’olio d’oliva fornisce importanti quantità di polifenoli e di Vitamina E; i frutti del nostro mare assicurano buone quantità di Zinco; l’Astaxantina è una naturale fonte di carotenoidi ed è responsabile della colorazione rosa delle carne di salmoni, trote, aragoste e gamberi.

E visto che ogni buon piatto può essere esaltato da un buon calice di vino, ricordiamoci che anche nel nettare degli dei, specialmente se rosso, ritroviamo quegli elementi antiossidanti essenziali per ripulire le arterie e per rendere le nostre cellule più vitali. Avevano ragione i nostri nonni quando sapientemente dicevano che “il vino rosso fa buon sangue”.

Ma attenzione, perchè anche in questo caso est modus in rebus: il troppo stroppia… e fa male alla coppia.


[Ritorna]